Quella che abbiamo vissuto da stamattina a questo momento io e Ron molti la definirebbero la classica giornata no.
Io mi sono messa di guzzo buono a considerarla un’occasione di crescita fin da subito.
Stamattina presto diluviava, per cui abbiamo atteso poco dopo le 9 che spiovesse per la nostra prima uscita.
Giunti a un passo dal piano terra con l’ascensore (io sto al sesto), salta la corrente. L’ascensore si blocca ed è buio pesto.
Posso iniziare qui a notare le mie fortune:
– avevo il cellulare con me
– nel cellulare ho memorizzato il numero della portinaia
– abbiamo una portinaia!!
– era orario di lavoro della portinaia, che era in sede
– non soffro di claustrofobia
– non ho particolare timore del buio
Parentesi: l’interruzione della corrente era dovuta a dei lavori lungo la strada ed era prevista, ma era stato messo un avviso tempo fa sul portone d’ingresso, che indicava un pomeriggio, poi è stato cambiato l’orario ma io non ci avevo fatto caso, anche perché il condominio ha diverse entrate e non sempre passo da lì).
Mentre chiamo la portinaia, mi preoccupo per Ron, perché immagino che inizierà a innervosirsi, per cui decido che la cosa migliore per tenere calmo lui è tenere calma me. La portinaia chiama l’assistenza e intanto viene a individuare dove mi trovo, ovvero a un paio di metri da terra. Se anche aprisse le porte non potremmo uscire, quindi non rimane che attendere il tecnico, ma la sua presenza è già rassicurante.
Mi predispongo a una certa attesa e per indurre il più possibile Ron alla calma, mi siedo per terra. Si sdraia pure lui, mugolando (nelle foto sembra ci sia luce perché ho usato il flash, ma era quasi completamente buio).
L’attesa per fortuna non è stata particolarmente lunga, 15-20 minuti al massimo. Nelle foto Ron durante l’attesa e poi quando ha sentito l’omino che armamentava fuori dalle porte.
Nel complesso è stata una bella esperienza ed esercizio di mantenimento della calma, per entrambi. Ron si è lasciato guidare in uno stato emotivo non certo rilassato, ma sicuramente sufficientemente tranquillo.
Naturalmente all’apertura delle porte si è fiondato fuori e ha quasi travolto l’omino, ma ci stava (del resto spesso lo fa anche senza rimanere chiuso in ascensore).
Le sventure non sono finite lì, ma vi risparmio il resto. Tutte piccolezze, ma di quelle che ti confermano che non è giornata, e che l’unica cosa sensata da fare è predisporsi a prenderla con filosofia.
Ah, naturalmente quando è tornata la corrente, l’ascensore non è ripartito, e abbiamo dovuto richiamare il tecnico, che questa volta, non essendoci nessuno chiuso dentro, se l’è presa più comoda. Ma siccome Ron non fa affatto volentieri neanche una rampa di scale, figurarsi 12, oltretutto con pavimentazione di marmo, per evitargli problemi alle articolazioni siamo rimasti in giro praticamente fino ad ora (tra passeggiatine, giri in auto, spesa al super, ecc.), in attesa che il tecnico ripristinasse l’ascensore e Ron potesse finalmente riposare.
Tanta roba per un attempato cagnone arrivato da poco in una nuova famiglia, e con le zampone un po’ logore.
Ma che ricchezza averlo accanto!

Post su Facebook del 6 novembre 2023