Accompagnamento nella vecchiaia, nel fine vita e nei momenti di crisi
Dato il diffuso materialismo, la perdita di contatto con la spiritualità e i ritmi naturali, l’idealizzazione della gioventù e dell’efficienza, non sorprende che la nostra civiltà occidentale abbia un pessimo rapporto con l’anzianità e la morte. Se uniamo a questo il fatto che diamo alla vita dell’animale un valore inferiore alla nostra e che per l’animale è ammesso ricorrere in qualsiasi momento all’eutanasia, ne risulta che tendiamo a vivere male questa fase della vita dei nostri animali, nella quale proiettiamo le nostre paure. Di conseguenza gli animali spesso muoiono per mano umana molto prima di quello che sarebbe il loro momento.
Perché la morte ci fa tanta paura? Quanto influisce su questa paura il nostro concetto della vita e della morte, e le nostre esperienze pregresse? E cosa sappiamo del processo di morte? Probabilmente quasi nulla, a meno che non ne abbiamo fatto esperienza con qualche parente o animale in precedenza.
Se ne potrebbe scrivere a lungo ma non è questo lo scopo di questa pagina. Questi temi vengono approfonditi nei miei articoli e corsi, oltre che naturalmente nei percorsi individuali.
I servizi che propongo in questo ambito mirano a colmare questo vuoto informativo da un lato e sostenere nell’affrontare le proprie paure e incertezze dall’altro.
Accompagno chi accompagna il proprio animale nella vecchiaia, e verso un fine vita naturale.
Accompagnare e sostenere nella vecchiaia o in presenza di disabilità o altri momenti di crisi
Nella vecchiaia sia il corpo che la psiche dell’animale attraversano varie trasformazioni, molto simili a quelle che avvengono nell’essere umano. Tuttavia accade spesso che i custodi dell’animale non siano pronti per affrontare tali cambiamenti e non siano nemmeno a conoscenza di quali strumenti ci siano a disposizione per gestire le sfide della vecchiaia.
Non è quindi ancora raro che un cane venga soppresso perché diventa cieco, fatica a muoversi o diventa incontinente. Ma non è così che la sua vita dovrebbe finire, dopo che l’ha dedicata per tanti anni a noi.
I nostri animali rinunciano a tanto per stare accanto a noi e si donano con generosità. È il minimo che possiamo fare per loro rimanere loro accanto nel momento di maggiore fragilità facendo tutto ciò che possiamo per sostenerli.
Possono essere momenti difficili, sia a livello pratico, sia a livello interiore: dobbiamo risolvere problemi e affrontare paure.
Per questo mi metto a disposizione con delle consulenze o dei percorsi di sostegno per coloro che convivono con animali anziani e sentono il bisogno di avere alcune indicazioni pratiche o di lavorare su di sé per trovare la forza interiore per continuare a sostenere i loro animali in questa fase critica della vita.
Lo stesso vale per chi affronta con l’animale un qualsiasi momento di crisi: una malattia, un incidente, uno smarrimento, ecc.
Se accompagniamo le persone umane nella disabilità, nella vecchiaia e nella morte, perché non farlo anche con i nostri amati animali? La loro vita vale forse di meno?
Preparazione al fine vita
A volte ci rendiamo conto che, al di là delle problematiche fisiche, ciò che temiamo di più è la fine della vita del nostro animale, la paura della sofferenza, il terrore del distacco. Non ci sembra di poter vivere senza il nostro amato animale.
A volte sviluppiamo verso l’animale un attaccamento talmente forte – spesso dovuto ai nostri vissuti personali del passato – che non riusciamo a pensare di poterlo lasciare andare. Questo rende molto difficile all’animale stesso vivere con serenità questa parte della sua vita, poiché sente il peso del carico emozionale del suo custode.
Aiuta allora fare un percorso con qualcuno che abbia già fatto questa esperienza e che sappia guidare nell’affrontare le proprie paure e le loro cause.
I percorsi di preparazione al fine vita prevedono, ove necessario, il fornire informazioni su cosa aspettarsi nella parte finale della vita e come avviene il processo di morte. Questo è utile perché tutto ciò che non conosciamo ci fa paura e sapere cosa aspettarsi, almeno in linea generale, ci può tranquillizzare. Ma soprattutto prevedono di lavorare su ciò che ostacola interiormente la persona nel stare accanto al proprio animale con una certa serenità.
Durante tutta la vita l’animale si è adattato a noi. Abbiamo deciso noi i suoi tempi e i suoi spazi.
Nel fine vita dobbiamo essere noi ad adattarci a lui. È lui che guida il processo e decide tempi e spazi. Noi dobbiamo imparare a fluire con lui.
Accompagnamento nel fine vita
Come la nascita, e come tutti i processi naturali, la morte ha i suoi tempi. Ma è molto raro che concediamo all’animale il tempo per morire secondo i propri ritmi.
L’accompagnamento empatico è proprio questo: dare all’animale lo spazio e il tempo per procedere nel fine vita secondo i ritmi dettati dal suo corpo e dalla sua interiorità, invece di essere noi a decidere i tempi, di solito sulla base di nostre paure, interrompendo bruscamente il processo in corso – spesso nemmeno ancora iniziato – con la famosa “puntura”.
Se glielo permettiamo, se non cerchiamo di trattenerlo, l’animale sa come lasciarsi andare al processo, proprio perché è un processo naturale, che può sentire nel proprio corpo. E gli animali di solito sono molto più connessi al proprio corpo di quanto lo siamo noi.
Il processo di morte è un momento sacro se sappiamo accoglierlo per ciò che è: un passaggio che fa parte del ciclo della vita. Un passaggio che tutti prima o poi attraversiamo.
Il mio lavoro consiste nel dare sostegno a coloro che si propongono di stare accanto al proprio animale durante il processo del fine vita e della morte, attraverso singoli colloqui o percorsi.
L’accompagnamento empatico al fine vita concede all’animale il giusto tempo per morire.
Testimonianze
Qui sotto puoi far scorrere lateralmente le testimonianze di alcune persone che hanno fatto con me percorsi individuali o seminari di gruppo.











Elena Grassi