Comunicazione del 12/11/2021
ODE AL MONTE
Mi inchino ai tuoi piedi, Signore di questi luoghi.
Le mie parole non riescono a esprimere
la riverenza, l’ammirazione, l’amore,
la profonda connessione, che provo per te.
È come se in quelle rocce,
sotto quell’erba,
fosse incorporata una parte di me;
quella più vera, quella più profonda,
quella che conosce ogni cosa,
che non ha domande né dubbi,
che conosce la storia di ogni singolo sasso,
il sentimento di ogni singola rosellina,
l’essere di ogni chiazza di muschio,
il senso di ogni filo d’erba,
poiché esse sono in me e io in loro.
Sono nelle zampe di ogni animale
che solca questi prati,
che si muove fra queste rocce,
come quello che vedo ora lassù.
Sento il sole sulla pietra dura,
sento il freddo nelle rocce in ombra,
sento la neve delicata spruzzata sulle cime.
Sento tutto, ma niente mi cambia.
Niente mi altera veramente.
Vorrei abbracciare ogni roccia
e adoro quel colore grigio,
che altrove mi ripugna,
e qui sembra così affascinante.
Vorrei sdraiarmi fra le tue braccia,
poter restare lì per giorni,
intoccata dai superficiali eventi umani,
per restare connessa con il centro di tutto.
Qui non c’è più nulla che sia lontano.
Gli eventi quotidiani perdono di significato.
Certo poi arriva il momento di tornare là.
Ma tu mi ricordi chi io sono.
Non solo me lo ricordi, ma me lo fai sentire.
E con quella energia maschile
che si erge dura verso l’alto
integri la mia energia femminile,
che accoglie e si espande morbida
come l’erba che riveste le tue pendici.