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Elena Grassi
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Accompagnamento nella vecchiaia e nel fine vita

Il significato evolutivo della vecchiaia per i nostri animali

  • Ron

L’animale selvatico difficilmente diventa molto anziano. Vive bene fino a che la sua forma fisica gli permette di procacciarsi il cibo o di sfuggire ai predatori. Esiste testimonianza, per gli animali che vivono in branco, del fatto che a volte gli altri membri del branco si prendono cura degli esemplari anziani o in qualche modo debilitati, per esempio portando loro del cibo. Ma non è un fatto scontato, non può durare molto a lungo, e dipende molto dalla disponibilità di cibo. Un animale non più abile è destinato a nutrirsi sempre meno e sempre peggio e questo favorirà il suo deperimento.

Gli animali che vivono con noi invece, vivendo in una situazione dove non devono procacciarsi il cibo (anzi, spesso ne hanno fin troppo a disposizione, ma questo è un altro problema), hanno la possibilità di fare un’esperienza diversa.

Meriterebbe un discorso a parte il fatto che oggi gli animali che vivono con noi tendono ad ammalarsi delle stesse malattie di cui soffrono gli esseri umani, quindi malattie degenerative, cancro, ecc. Quindi la loro vita da un lato si allunga e dall’altro perde in qualità, esattamente come la nostra, e c’è molto che possiamo fare per far sì che la loro vecchiaia sia la più sana possibile. Le basi per farlo si pongono ovviamente durante tutta la vita, con cibi sani e appropriati per la specie, con l’evitare vaccini inutili e farmaci e presidi chimici somministrati ripetutamente (antiparassitari di sintesi di vario genere) e che vanno a caricare di tossine il corpo dell’animale, e in generale col ricorso ad approcci preventivi e curativi naturali, uno stile di vita attivo e vario ma non eccessivamente stressante e un ambiente famigliare sereno. Tutto questo merita approfondimenti che non sono l’oggetto di questo articolo.

Torniamo all’esperienza dell’animale anziano dal punto di vista psico-evolutivo.

L’esperienza che l’animale che invecchia può fare accanto all’uomo è molto diversa da quella che potrebbe fare in natura. Mentre in natura la perdita dell’agilità e delle forze è una condanna a una sempre maggiore debolezza e spesso anche solitudine, con un deperimento progressivo che porterà inevitabilmente alla morte nell’arco di un tempo limitato, accanto all’uomo l’animale può sperimentare qualcosa di diverso.

Nel momento in cui sente le forze che diminuiscono e il corpo che non risponde più tanto bene ai suoi comandi – come avviene per esempio con l’artrosi – l’animale, invece di ritrovarsi sempre più solo e impotente, grazie alla figura del suo custode può fare un’esperienza diversa.

Naturalmente, perché questo avvenga occorre che il custode dell’animale sia pronto e disponibile a sostenere il suo amico animale come meglio possibile. L’animale potrà fare l’esperienza di sentirsi accolto e sostenuto nella sua debolezza. Anche se non ha più le forze per essere potenzialmente autonomo, non deve preoccuparsi, perché non gli mancheranno il cibo, un giaciglio caldo e morbido, un tetto sulla testa, e soprattutto un sostegno emozionale.

Quest’ultimo elemento è essenziale. Se il custode fornisce cure e attenzioni, ma nel farlo è pieno di ansie e paure rispetto alla condizione dell’animale, non farà che trasmettergli tali ansie e paure. L’animale in quel caso percepirà di esserne la fonte e non potrà che risentirne.

Per questo, accompagnare degnamente ed efficacemente i nostri animali nel fine vita richiede – oltre a un impegno fisico e pratico  – un notevole lavoro interiore, perché si tratta di guardare in faccia la vecchiaia con gli acciacchi e i problemi che spesso essa porta con sé. Significa avere di fronte costantemente il fatto che la vita del nostro animale si avvicina alla fine, e se non siamo pronti ad accogliere questo evento, anche il nostro prenderci cura del nostro animale anziano sarà improntato alla necessità di “salvarlo” a tutti i costi e di far durare la sua via il più a lungo possibile solo per sedare la nostra paura del distacco. Questo tipo di atteggiamento interiore rischia di essere deleterio per l’animale, che finirà per assorbire tali stati emotivi, a detrimento del suo benessere, in quanto le nostre azioni saranno ispirate dalla paura della perdita invece che dall’amore vero.

Accompagnare un animale anziano, tanto più se di grossa taglia, può risultare molto impegnativo, sia in termini psicofisici che anche in termini pratici ed economici, soprattutto se siamo determinati a ricorrere a tutti gli strumenti e i rimedi che gli approcci integrati ci mettono a disposizione e non ci limitiamo a chiedere al primo veterinario che capita la pastiglia per placare il dolore o l’iniezione “magica” che lo rimette in piedi (al prezzo di gravissimi effetti collaterali).

Può succedere che l’animale a un certo punto abbia difficoltà a camminare ed alzarsi, che diventi incontinente, che l’apparato digerente diventi molto sensibile con diarree alternate a stitichezza, che inizi a sporcare in casa e sul materassino e tanto altro ancora. Tutte cose che richiedono il nostro impegno anche mentale, per individuare nuove soluzioni e accogliere intuizioni, anche a livello pratico e organizzativo, per affrontare le sfide della vita.

L’animale, dal canto suo, farà questo percorso insieme a noi. Se noi ci apprestiamo a prendercene cura con presenza e ascolto, lui sentirà che, al mutare delle sue condizioni, noi ci adeguiamo e cerchiamo nuove soluzioni. Che non ci perdiamo d’animo e che siamo presenti per lui. Che, per esempio, non ci arrabbiamo se sporca in casa, o se il suo incedere diventa terribilmente lento, ma ci adeguiamo ai suoi ritmi e accogliamo gli aspetti meno piacevoli di questa fase della vita. A un certo punto verranno meno alcuni aspetti della sua vita con lui, come il gioco, le passeggiate in campagna o nei boschi, che ovviamente erano un piacere anche per noi, per cui dovremo trovare il modo di compensare questa mancanza per il nostro stesso equilibrio.

Una vecchiaia ben vissuta, per un animale, rappresenta un salto evolutivo. A livello più ampio, l’esperienza positiva che l’animale anziano farà con noi potrà andare a guarire almeno una parte delle tante esperienze di morte violenta e precoce, di trascuratezza e abuso, che il mondo animale ha esperito e continua a esperire, proprio per mano dell’uomo. È infatti un’esperienza nuova nel percorso evolutivo del mondo animale, della sua specie, ma anche dell’anima individuale, che gli permette di conoscere cosa sia l’amore incondizionato applicato alla soluzione dei problemi.

È possibile che l’animale debba imparare ad avere pazienza, più di quanta forse ne mostrava quando era più giovane. La pazienza magari di sottostare a manipolazioni di cui non è entusiasta ma che sono necessarie (per applicargli un’imbracatura o per pulirlo, per esempio). O ancora pazienza di attendere di essere aiutato per poter salire in auto o fare le scale. E così via. A seconda delle patologie in corso, la vecchiaia può essere più o meno pesante, ma certamente per l’animale sapere di poter contare sul sostegno del suo umano o famiglia di riferimento che gli forniscono l’amore e le cure necessarie senza gravare su di lui con le loro paure e ansie, è un’esperienza nuova e unica.

A noi dunque l’arduo compito di essere pronti per questo, sia dal punto di vista pratico – quindi sapere cosa e come fare, a chi rivolgersi, quali risorse mettere in azione – sia dal punto di vista interiore, quindi con presenza e calma, avendo la consapevolezza delle proprie emozioni e sapendole gestire (non reprimere) per evitare il più possibile di farle gravare sull’animale.

È utile quindi prepararsi da tutti i punti di vista: essere informati, lavorare su di sé, creare attorno a sé una rete di sostegno (famigliari e amici ma anche veterinari e terapeuti con diverse specializzazioni, dogsitter, ecc.).

Va da sé, dal mio punto di vista, che una volta accompagnato l’animale nella vecchiaia con questo approccio, si continui poi a farlo nell’ultima fase della vita, quella che si esaurisce col processo di morte, continuando a lavorare sulle nostre paure e i nostri attaccamenti, garantendo le necessarie cure palliative, per permettere all’animale di vivere la sua vita fino all’ultimo istante. Ma di questo parlo in altri articoli dedicati specificatamente a questo tema.

byElena/10 Agosto 2026/inAccompagnamento nella vecchiaia e nel fine vita

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Sostengo e accompagno i custodi di animali nelle difficoltà: educazione, problemi comportamentali, vecchiaia, fine vita, elaborazione del lutto

Grandi cambiamenti come un trasloco sono sempre un Grandi cambiamenti come un trasloco sono sempre una sfida, tanto per noi che per i
nostri animali. La differenza è che noi possiamo capirne il motivo e sappiamo che nel giro di poco tempo tutto tornerà alla normalità, anche se in un luogo diverso. I nostri animali invece non possono capire perché a un certo punto in casa inizi il caos, tutto ciò che hanno conosciuto fino a quel momento viene smantellato, spesso c’è un gran trambusto e agitazione emozionale, e si trovano di punto in bianco catapultati in una nuova realtà. Nel video dò alcune indicazioni e mostro la prima visita del mio cane
anziano Ron alla nostra nuova casa.

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#counselingdellarelazioneuomoanimale
#elenagrassicounselor
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#consulenzeriabilitative
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Nel processo di avvicinamento alla morte, spesso l Nel processo di avvicinamento alla morte, spesso l’animale a un certo punto smette di mangiare. È un fatto naturale e fa parte del processo. Non è raro però che questo fatto venga interpretato come una dimostrazione che l’animale non ha più voglia di vivere e come giustificazione per una scelta di eutanasia, o addirittura come una richiesta di essere aiutato a morire.
Ma l’animale davvero non ha più voglia di vivere?
L’accompagnamento empatico al fine vita naturale permette all’animale di vivere fino in fondo la sua vita e il processo naturale della morte.

NB questo reel è uno spezzone di un video di 13 minuti pubblicato su YouTube a cui rimando per una maggiore comprensione del contesto (link in bio).

Per approfondire, trovate anche un articolo sull'argomento nel mio blog (link al sito in bio).

#accompagnamentoempaticoalfinevita 
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NB questo reel è uno spezzone di un video di 13 mi NB questo reel è uno spezzone di un video di 13 minuti pubblicato su YouTube a cui rimando per una maggiore comprensione del contesto (link in bio).

Nel processo di avvicinamento alla morte, spesso l’animale a un certo punto smette di mangiare. È un fatto naturale e fa parte del processo. Non è raro però che questo fatto venga interpretato come una dimostrazione che l’animale non ha più voglia di vivere e come giustificazione per una scelta di eutanasia, o addirittura come una richiesta di essere aiutato a morire.
Ma l’animale davvero non ha più voglia di vivere?

Per approfondire, trovate anche un articolo sull'argomento nel mio blog (link al sito in bio).

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Quando un animale è anziano e malato spesso le per Quando un animale è anziano e malato spesso le persone si interrogano chiedendosi se stia soffrendo, non solo relativamente a un eventuale dolore fisico, ma se stia soffrendo perché non riesce più a fare quello che faceva prima. Si chiedono se sia giusto intervenire con una eutanasia e se abbiamo il diritto di porre fine alla loro vita in anticipo rispetto al processo naturale.
In risposta a queste domande una frase che si sente molto spesso è "Quando smetterà di mangiare saprai che è arrivato il momento".
Sembra che per molti la domanda non sia tanto se sia giusto fare una eutanasia o meno, cosa che danno per scontata, ma solo "QUANDO farla".
Se sia giusto fare un'eutanasia o meno non è oggetto di questo video. Qui mi concentro su questa idea che il fatto che l'animale smetta di mangiare sia una sorta di segnale, quasi di autorizzazione, o persino una richiesta rivolta a noi, che dice "voglio morire, aiutami".
Ma è proprio così, o stiamo proiettando le nostre idee e le nostre paure sull'animale? Qual è il vero significato dello smettere di mangiare in quella fase della vita? 

Questo reel è uno spezzone del video completo, che trovate nel mio canale YouTube (link in bio).

Per approfondire, trovate anche un articolo sull'argomento nel mio blog (link al sito in bio).

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TRIBUTO AD ARGO Sei nato in una fredda notte d’in TRIBUTO AD ARGO

Sei nato in una fredda notte d’inverno, come me. Da una madre assente e anaffettiva, come me.
Da sempre a disagio nel mondo umano, come me. Ma dentro avevi tanta forza, sani istinti, un sano orgoglio, un cuore indomito... come me.
In qualche modo ci siamo riconosciuti.
Ora so che vedevo in te tante cose che sapevo di avere ma che non riuscivo ad esprimere. Purtroppo lungo la strada, molto difficoltosa, hai pagato certe conseguenze per le mie insicurezze, paure, blocchi.
Hai sofferto con me quando ho sbattuto la testa contro i muri, tirato calci e urlato. 
Allo stesso tempo ci siamo goduti tanti bei momenti insieme, come le lunghe scorribande a caccia nelle campagne o nei boschi, dove ti ammiravo saltare come un capriolo.
Non ti perdevi mai. Mi hai insegnato che non era necessario avere il controllo su di te perché tornavi sempre. Forse volevi dirmi che potevo lasciare uscire la mia parte più selvaggia e fiera senza timore, e fregarmene del giudizio altrui. Ma ci sto arrivando solo ora. Ho i tempi lunghi, e i tempi lunghi non vanno d’accordo con lo spazio di vita di un cane. 
Abbiamo vissuto momenti belli, momenti brutti, momenti noiosi, momenti intensi. Ti ho accompagnato in ogni istante, fino all’ultimo respiro.
Sono quattro anni che te ne sei andato. Non avevo più ripreso in mano le tue foto in maniera metodica. Ma ora nella mia vita si sta chiudendo un capitolo e se ne sta aprendo uno nuovo.
Me ne vado da questa casa, che è stata la mia e la tua prigione. 
Per cui ora che lascio questi luoghi, ho sentito il bisogno di riprendere in mano i ricordi e farti tributo della mia riconoscenza. Non avrò più davanti ai miei occhi continuamente i luoghi che abbiamo condiviso e che spesso ho odiato. Ti porterò con me in un altro modo.
Sono immensamente grata di aver potuto vivere per più di quindici anni accanto a te. Spero che tu possa sentire il mio amore e la mia riconoscenza, ovunque tu sia. Prima o poi ci incontreremo di nuovo, in chissà quale forma, perché l’amore vero è indistruttibile.

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ACCOMPAGNARE I NOSTRI ANIMALI NELLA VECCHIAIA AFFR ACCOMPAGNARE I NOSTRI ANIMALI NELLA VECCHIAIA
AFFRONTARE GLI ALTI E I BASSI

Ieri Joy non ha mangiato tutto il giorno, ha solo leccato un po’ di brodo di pesce. Stamattina però, anche se con tono dimesso rispetto al solito, è venuta a prendermi in camera da letto e mi ha condotto in cucina, dove ha gradito un po’ di cibo.
Verso la fine della vita questo tipo di oscillazioni dell’appetito sono frequenti. Fino all’altro ieri sembrava uscita brillantemente dall’ultima crisi e alla mattina si lamentava a squarciagola per avere la sua pappa. Poi all’improvviso una nuova regressione.
Joy ha insufficienza renale e diversi altri problemi. Tutto il suo sistema è ormai in squilibrio. L’insufficienza renale causa accumulo di tossine nel corpo e digiunare le permette di interrompere l’accumulo di tossine per un po’. Per questo dopo i digiuni si riprende almeno in parte.
In questa fase nessuno può prevedere come si evolveranno le cose. Potrebbe a breve lasciarsi andare e morire nel giro di pochi giorni, oppure potrebbe riprendersi e vivere ancora per chissà quanto. È una fase difficile per chi vorrebbe poter avere tutto sotto controllo. Occorre lasciare andare, calmare la mente e lasciarsi guidare dall’animale.

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L'ATTESA Joy in questi giorni ha compiuto 18 anni L'ATTESA

Joy in questi giorni ha compiuto 18 anni. Un paio di vite se l'è sicuramente già giocate in passato e ora non è messa molto bene.
Da ieri pomeriggio ha smesso di mangiare, ma lo ha fatto diverse volte negli ultimi tempi e poi si è ripresa, quindi questo sintomo di per sé non indica molto. Certamente ha un'aria abbattuta, ma ancora rimane fra noi e si gode  il mezzo sole. 
Il mio desiderio sarebbe che vivesse abbastanza a lungo da potersi godere il giardino della nuova casa. Ma la Vita potrebbe decidere diversamente, e a me non rimane altro che esserci per lei e rimanere in attesa, elaborando i miei sensi di colpa per averle fatto trascorrere gran parte della sua vita in appartamento.

Per tutti coloro che volessero approfondire il tema dello smettere di mangiare verso la fine della vita, e il riflesso automatico all'eutanasia che spesso scatta in questa situazione, ho pubblicato nei giorni scorsi un nuovo articolo a riguardo sul mio sito e fra poco pubblicherò anche un video sul mio canale YouTube.
https://elenagrassi.it/accompagnamento-nella-vecchiaia-e-nel-fine-vita/

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THE TIMES THEY ARE A-CHANGIN’ Lasciare andare que THE TIMES THEY ARE A-CHANGIN’

Lasciare andare questi luoghi non è facile. Ci sono nata e cresciuta; in questo stesso appartamento, con questi stessi panorami. 
A un certo punto me ne ero andata, ma poi di nuovo questi luoghi mi hanno risucchiato indietro. Sono passati circa 15 anni da quando sono tornata a vivere qui, ed è stata una dannata fatica ritrovare il contatto con me stessa e la forza di venirne fuori. I passaggi sono stati tanti, lenti e difficili, ma ora sta per succedere. Me ne vado. Negli ultimi anni mi sono data molto da fare per rendere gli spazi interni della casa sempre più consoni al mio modo di essere, fino al limite del possibile. Limite ormai raggiunto; è ora di cambiare.

La nuova casa è già decisa, avrò le chiavi a fine luglio. Rimane da trovare a chi lasciare in eredità questi vecchi luoghi. Sembrerebbe una semplice compravendita immobiliare, ma non è così. Mi sono resa conto che per me non è indifferente a chi lascio questi luoghi, che ho tanto odiato e tanto amato al tempo stesso e sono parte di me, nell’ombra e nella luce. Anche per la casa stessa sarà un salto evolutivo, dato che è sempre stata proprietà della mia famiglia da quando è stata costruita fino a oggi. Oggi della mia famiglia rimango solo io, quella con la corazza più dura e lo spirito più indomito. Ed è ora che esca dalla crisalide e spicchi il volo.

Mi attende un futuro ignoto ma pieno di possibilità. Spero tanto che i miei due vecchietti, nonostante tutti i loro acciacchi, non scelgano di lasciarmi sola proprio ora, ma che vogliano accompagnarmi nei miei primi passi di questa avventura. Joy, la micia, potrebbe finalmente di nuovo godere di un giardino, come era nei primi tempi, quando l’ho adottata, tanti anni fa. E Ron potrebbe fare l’esperienza di un cambiamento importante vissuto insieme, amato e accompagnato, invece che abbandonato. Ma a volte sento che le loro vite sono un po’ appese a un filo e risentono a loro volta dei cambiamenti in corso. La scelta in ogni caso non è mia bensì è loro, e della saggezza della Vita stessa. 
Prego che tutto possa avvenire per il massimo bene di ogni essere coinvolto. E Lupo Selvaggio vigila.

#nuovavita
#cambiamento
#EsCAC
RON, LA SUA NUOVA VET E LA SEDUTA DI AGOPUNTURA P RON, LA SUA NUOVA VET E LA SEDUTA DI AGOPUNTURA

Prima di incontrare lei le sedute erano sempre una lotta. Ron era così stressato che non stava fermo. Ora invece si sdraia e si lascia fare.
È importante trovare un veterinario che si prenda il tempo di creare una buona relazione con il cane. Rende tutto più piacevole e massimizza l’effetto della terapia.
L’agopuntura può essere un grande aiuto per i cani anziani con artrosi.
Unita ad altri rimedi e terapie permette di evitare di ricorrere a farmaci di sintesi con gravi effetti collaterali.

#caneanziano
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#ElenaGrassi
Nonostante abbia a disposizione una fontanella e u Nonostante abbia a disposizione una fontanella e una ciotola, Joy chiede spesso di bere acqua corrente dal lavandino (avendo insufficienza renale ha bisogno di bere molto ed evidentemente l'acqua fresca la soddisfa di più). Se non mi accorgo che è lì, lei rimane ad aspettare nel lavandino finché si addormenta ❤️
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Educatrice cinofila FICSS-ASI (tesserino tecnico n. 6953).*

Esperta cinofila in area comportamentale EsCAC (FICSS PRO)*

Counselor professionista iscritta ad Assocounseling (n. A2367).*

*Professioni non organizzate in ordini e collegi ai sensi della L. 4/2013.

Sito di Elena Grassi. Ho sede a Rho (MI).
Lavoro in presenza nelle province di MI nord-ovest, NO, VA sud, CO sud, MB. Faccio consulenze a distanza online.

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