Ieri, mossa dalla curiosità di sapere qualcosa di più sul passato di Ron, ho vestito gli abiti di Sherlock Holmes e, sulla base di alcuni indizi, dato che mi trovavo a passare in auto nel paese dove abitava, sono riuscita a individuare lo stabile in questione e il nome dell’ex proprietario sui citofoni. Sono poi riuscita a rintracciare il suo profilo social e, dopo aver visto la sua brutta faccia, ho fatto scorrere indietro i post per vedere se c’era traccia di Ron. Ho trovato in tutto 3 foto – un tuffo al cuore – due che lo ritraggono da cucciolo e una all’età di due anni.
Ho avuto conferma che è nato a inizio 2012 (sul libretto sanitario c’era una data di nascita antecedente cancellata quindi avevo qualche dubbio), che era bellissimo e tutto nero (quindi tutto l’abbondante biancume che ha oggi è da invecchiamento e intossicazione) e aveva le orecchie integre, prive di quei due grossi intagli che chissà quando e perché gli sono stati fatti.
A quanto pare anche lì aveva pavimenti di marmo, dove evidentemente dormiva. Per questo si trova così a proprio agio sul pavimento di marmo del mio corridoio.
Vedere la zona e il tipo di edifici mi ha dato un’idea delle sue preferenze rispetto alle vie che preferisce percorrere e ai palazzi e cancelli in cui cerca di entrare.
Sulla copertina del profilo in questione troneggia una foto dei due bimbi che hanno fornito una buona scusa per abbandonare Ron nel momento in cui aveva più bisogno di sostegno. Auguro ai due piccoli di ricevere un trattamento migliore.
Comunque era bellissimo, e lo è ancora. È solo un po’ acciaccato. Lavori in corso per cercare di rimetterlo un po’ in sesto.

Post su Facebook del 5 ottobre 2023