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Elena Grassi
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Accompagnamento nella vecchiaia e nel fine vita, Crescere insieme ai nostri animali

Argo: l’inizio di un addio

  • Argo primo piano sdraiato
  • Elena e Argo si sguardano negli occhi
  • Argo mangia dalla ciotola in cucina
  • Argo anziano cammina nel prato
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Da diverso tempo ormai, il mio lavoro sei tu. Ma solo ora me la sono sentita di scrivere qualcosa al riguardo.

Il tuo percorso all’interno dell’ultima parte della tua vita procede inesorabile, e devo ammettere che non è facile da accettare. Per anni mi sono occupata di fine vita e di accompagnamento al fine vita naturale. Ho frequentato corsi, percorsi di crescita personale, scritto e pubblicato libri, tenuto a mia volta dei corsi su questo argomento. Forse l’ho fatto proprio perché non è facile per me accettare la degenerazione del corpo fisico (sento profondamente che verrà un giorno in cui potremo rigenerare i corpi fisici a volontà e che la degenerazione non sia affatto ineluttabile, ma questa non sembra essere un’opzione disponibile allo stato odierno). E naturalmente perché conosco l’incorruttibilità dello spirito, presente negli uomini come in ogni altro essere e cosa.

Avrei voluto che andasse diversamente e sicuramente avrei voluto poterti offrire un altro ambiente di vita, prima che fosse ora per te di andartene. Avrei voluto, a questo punto, poter trascorrere ore sdraiati nell’erba del nostro giardino, senza alcun estraneo a importunarci. E invece ci ritroviamo ancora in un anonimo condominio in centro città, dove ci vogliono 10 minuti solo per raggiungere la strada, col tuo passo ormai lento e incerto e l’incubo di una pipì o una cacca nella proprietà condominiale, oltre ai commenti e alle domande dei vicini. E poi centinaia di passanti quasi sempre distratti, che rischiano di investirti nella tua lentezza, o allungano una dannata mano per toccarti, cosa che tu ODI.

Argo e la briocheSei diventato così vulnerabile! Una volta così agile e forte. Un tempo sempre a caccia di lepri e scoiattoli, ora cacci con grande abilità pezzi di focaccia, pizza e pane secco, residui di coni gelato, brioches, biscotti lasciati cadere dai bambini, dolcetti della felicità gettati per terra dai clienti all’uscita dei ristoranti cinesi e affini, e qualche volta persino ossa di pollo. Col tuo naso ancora performante, riesci a intercettare persino mezzi panini e brioche abbandonati sopra a quei contenitori grigi delle centraline elettriche o telefoniche sparsi per la città, oppure appoggiati sul davanzale di una finestra. E li punti come fossero vivi… “hei mamma, me lo tiri giù?” sembri dire, spostando lo sguardo da me al prelibato boccone, dato che non riesci più ad alzarti sulle zampe posteriori per andartelo a prendere da solo. Come si fa a negarti qualcosa, ora che sei così fragile e che il tempo rimasto da vivere insieme sembra così breve? Come perdere l’occasione per un altro momento di complicità? E allora mi viene in mente che probabilmente, dal tuo punto di vista, preferisci stare in città a questo punto, con tutto il ben di Dio che ha da offrire, e i suoi suoli lisci e agevoli, mentre la campagna è diventata terribilmente noiosa ora che non puoi rincorrere prede e i sentieri sassosi incompatibili con la tua artrosi.

Sì, da diverso tempo ormai il mio lavoro sei tu. Ho riallestito la casa a misura delle tue necessità, perché nel vecchio letto, non certo piccolo, non riuscivi più a starci con le tue membra irrigidite, e col tuo passo incerto e ondeggiante scivolavi su tutti i pavimenti. Per non parlare della difficoltà di trovare una dieta che ti piaccia e allo stesso tempo sia sostenibile dal tuo intestino. Tu che una volta divoravi qualsiasi cosa senza battere ciglio. E raccogliere i tuoi “ricordini”, liquidi e solidi (quando va bene!), lasciati sul materassino o il pavimento, con le inevitabili innumerevoli lavatrici. E le nostre ancora lunghe passeggiate (almeno fino a che non è iniziato il caldo afoso), rese ancora più lunghe dal tuo lento passo. E ancora, e ancora…

È un lavoro a tempo determinato, lo so, anche se non conosco la data del licenziamento. Del resto non ho mai sopportato i lavori fissi, a cui quasi tutti sembrano agognare. Su questa Terra tutto cambia e tutto fluisce, tutto inizia e tutto finisce; ma allo stesso tempo permane, solo in una forma diversa e a noi per lo più invisibile e incomprensibile. Ma non rimane che accettare e coltivare il presente.

Forse qualcuno potrebbe trovare brutto definirti un “lavoro”. Ma lavoro per me non è mai stato qualcosa che si deve fare perché obbligati, o per “guadagnarsi da vivere”, ma ciò che si sceglie perché è la propria passione e dà senso alla propria vita. Il mio datore di lavoro è la Vita, e io sono al suo servizio con quello che mi porta in ogni momento. In questo caso vi è anche una connotazione di “dovere” poiché nel momento in cui ci assumiamo la responsabilità di un altro essere vivente, lo facciamo, a mio parere, come noi umani usiamo dire per altre occasioni, per amarci e sostenerci in salute e in malattia, e finché morte non ci separi. E questo può rappresentare un grosso impegno, soprattutto quando ci si propone che a decidere i tempi della vita e della morte sia il diretto interessato e non noi. Comporta anche aspetti evolutivi che riguardano la disciplina e il lavoro su di sé. E se si vuole uscire bene da un’impresa così impegnativa come accompagnare qualcuno nel fine vita, di lavoro su di sé occorre farne parecchio.

Tutto quello che ho studiato, sperimentato e insegnato in questi ultimi anni in questo campo, è ora diventato il mio pane quotidiano. Sono felice di avere fatto tutta questa strada perché ora mi trovo molto più pronta, ma per quanto uno si prepari, è spesso difficile liberarsi di quella dannata sensazione di aver fatto qualcosa di sbagliato (per forza, come si fa a non “sbagliare”, col senno di poi?) e quella irrazionale speranza che il proprio cane sia tanto speciale che gli sarà risparmiata ogni sofferenza e ogni impedimento, e chissà, che sia forse persino immortale… Naturalmente lo è, ma solo nell’anima. E l’anima a un certo punto vola libera, e a noi tocca rimanere con le povere spoglie.

Un cane è un pezzo di te. Hai costruito la tua vita attorno a lui. Hai dovuto considerare la sua presenza in ogni decisione che hai preso, spesso hai modificato le tue decisioni, anche importanti, per lui. Era lì con te in mille momenti, decisivi come insignificanti. È diventato parte integrante del tuo mondo, fisico, emozionale, spirituale. E allora, in un processo naturale, mi ritrovo a iniziare a pensare la mia vita futura senza di te. Ci sarà un dopo, anche se emozionalmente sembra impossibile ed è collegato a un grande senso di vuoto. Sono ormai più di 15 anni che penso la mia vita insieme a te. Ci sarà per forza un dopo, come ho imparato duramente con la recente, inaspettata e tragica morte di mio fratello, che non avevo avuto il tempo di immaginare, seguita, poco più di un anno dopo, da quella di mio padre. Il tutto solo un paio di mesi dopo aver chiuso la mia casa editrice, cui avevo dedicato più di dieci intensi anni di lavoro, e che avevo aperto quando tu eri un cucciolo.

Il cerchio si sta chiudendo. Sei l’ultimo essere vivente rimasto del mio passato che io consideri parte della mia “famiglia stretta”. Dopo di te, solo il nuovo. Un nuovo che naturalmente fa paura.

Argo che beveNon so quanto tempo ancora saremo insieme. So che nella vecchiaia di un cane, ancor più che di un umano, bisogna aspettarsi anche peggioramenti repentini, ma alle volte invece non succede. Ogni vita è un caso a sé. Nessuno può saperlo. Ma intanto il lento inesorabile declino c’è: la sempre maggiore difficoltà al alzarsi e sdraiarsi, la crescente instabilità, il passo sempre più lento, l’appetito che cala, la mente spesso poco lucida, l’incontinenza, le tue infinite dormite, il sempre maggiore disinteresse verso i tuoi simili (degli umani non ti è mai importato nulla, se non come approvvigionatori di cibo…). La mia vita è sicuramente in una fase di passaggio che si sta rivelando molto lunga. Non mi rimane alcun legame forte oltre a te, nemmeno con i luoghi, la casa, gli oggetti. Mi sto staccando da tutto. È come un immenso, incommensurabile, quasi infinito processo di elaborazione del lutto, nel quale tu mi stai accompagnando. E di questo ti sono immensamente grata. Non scorderò mai le tue lunghe zampe, i tuoi folli salti, la tua lunghissima coda, la tua incredibile testardaggine, il tuo bel corpo snello ed elegante, i ciuffi di peli bianchi in fondo alla coda e alle zampe, i tuoi occhi pieni di anima, la tua selvaticità. Conosco ogni centimetro di te, e tu conosci ogni centimetro del mio mondo. Mi hai sopportato nei miei momenti tristi e nelle mie crisi isteriche, di cui hai inevitabilmente subito le conseguenze, evitando comunque sempre di farti “risucchiare” dal mondo umano. Sei sempre rimasto un cane orgoglioso e indipendente, forte e volubile, e rimani forte tuttora, nonostante le apparenze.

Mi hai insegnato tanto, e so che lo farai ancora.

byElena/13 Aprile 2026/inAccompagnamento nella vecchiaia e nel fine vita, Crescere insieme ai nostri animali

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  • Adottare un cane anziano: la mia esperienza con Ron (8)
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  • Elena e Ron si conoscono al canileElena Grassi
    Accompagnamento nella vecchiaia, nel fine vita e nei momenti di crisi24 Marzo 2026 - 13:21
  • Elena e Argo di spalle camminano nel boscoElena Grassi
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  • Sguardo di intesa fra Elena e ArgoElena Grassi
    Educazione e riabilitazione del cane24 Marzo 2026 - 13:20

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Sostengo e accompagno i custodi di animali nelle difficoltà: educazione, problemi comportamentali, vecchiaia, fine vita, elaborazione del lutto

Grandi cambiamenti come un trasloco sono sempre un Grandi cambiamenti come un trasloco sono sempre una sfida, tanto per noi che per i
nostri animali. La differenza è che noi possiamo capirne il motivo e sappiamo che nel giro di poco tempo tutto tornerà alla normalità, anche se in un luogo diverso. I nostri animali invece non possono capire perché a un certo punto in casa inizi il caos, tutto ciò che hanno conosciuto fino a quel momento viene smantellato, spesso c’è un gran trambusto e agitazione emozionale, e si trovano di punto in bianco catapultati in una nuova realtà. Nel video dò alcune indicazioni e mostro la prima visita del mio cane
anziano Ron alla nostra nuova casa.

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#counselingdellarelazioneuomoanimale
#elenagrassicounselor
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#consulenzeriabilitative
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Nel processo di avvicinamento alla morte, spesso l Nel processo di avvicinamento alla morte, spesso l’animale a un certo punto smette di mangiare. È un fatto naturale e fa parte del processo. Non è raro però che questo fatto venga interpretato come una dimostrazione che l’animale non ha più voglia di vivere e come giustificazione per una scelta di eutanasia, o addirittura come una richiesta di essere aiutato a morire.
Ma l’animale davvero non ha più voglia di vivere?
L’accompagnamento empatico al fine vita naturale permette all’animale di vivere fino in fondo la sua vita e il processo naturale della morte.

NB questo reel è uno spezzone di un video di 13 minuti pubblicato su YouTube a cui rimando per una maggiore comprensione del contesto (link in bio).

Per approfondire, trovate anche un articolo sull'argomento nel mio blog (link al sito in bio).

#accompagnamentoempaticoalfinevita 
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NB questo reel è uno spezzone di un video di 13 mi NB questo reel è uno spezzone di un video di 13 minuti pubblicato su YouTube a cui rimando per una maggiore comprensione del contesto (link in bio).

Nel processo di avvicinamento alla morte, spesso l’animale a un certo punto smette di mangiare. È un fatto naturale e fa parte del processo. Non è raro però che questo fatto venga interpretato come una dimostrazione che l’animale non ha più voglia di vivere e come giustificazione per una scelta di eutanasia, o addirittura come una richiesta di essere aiutato a morire.
Ma l’animale davvero non ha più voglia di vivere?

Per approfondire, trovate anche un articolo sull'argomento nel mio blog (link al sito in bio).

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Quando un animale è anziano e malato spesso le per Quando un animale è anziano e malato spesso le persone si interrogano chiedendosi se stia soffrendo, non solo relativamente a un eventuale dolore fisico, ma se stia soffrendo perché non riesce più a fare quello che faceva prima. Si chiedono se sia giusto intervenire con una eutanasia e se abbiamo il diritto di porre fine alla loro vita in anticipo rispetto al processo naturale.
In risposta a queste domande una frase che si sente molto spesso è "Quando smetterà di mangiare saprai che è arrivato il momento".
Sembra che per molti la domanda non sia tanto se sia giusto fare una eutanasia o meno, cosa che danno per scontata, ma solo "QUANDO farla".
Se sia giusto fare un'eutanasia o meno non è oggetto di questo video. Qui mi concentro su questa idea che il fatto che l'animale smetta di mangiare sia una sorta di segnale, quasi di autorizzazione, o persino una richiesta rivolta a noi, che dice "voglio morire, aiutami".
Ma è proprio così, o stiamo proiettando le nostre idee e le nostre paure sull'animale? Qual è il vero significato dello smettere di mangiare in quella fase della vita? 

Questo reel è uno spezzone del video completo, che trovate nel mio canale YouTube (link in bio).

Per approfondire, trovate anche un articolo sull'argomento nel mio blog (link al sito in bio).

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TRIBUTO AD ARGO Sei nato in una fredda notte d’in TRIBUTO AD ARGO

Sei nato in una fredda notte d’inverno, come me. Da una madre assente e anaffettiva, come me.
Da sempre a disagio nel mondo umano, come me. Ma dentro avevi tanta forza, sani istinti, un sano orgoglio, un cuore indomito... come me.
In qualche modo ci siamo riconosciuti.
Ora so che vedevo in te tante cose che sapevo di avere ma che non riuscivo ad esprimere. Purtroppo lungo la strada, molto difficoltosa, hai pagato certe conseguenze per le mie insicurezze, paure, blocchi.
Hai sofferto con me quando ho sbattuto la testa contro i muri, tirato calci e urlato. 
Allo stesso tempo ci siamo goduti tanti bei momenti insieme, come le lunghe scorribande a caccia nelle campagne o nei boschi, dove ti ammiravo saltare come un capriolo.
Non ti perdevi mai. Mi hai insegnato che non era necessario avere il controllo su di te perché tornavi sempre. Forse volevi dirmi che potevo lasciare uscire la mia parte più selvaggia e fiera senza timore, e fregarmene del giudizio altrui. Ma ci sto arrivando solo ora. Ho i tempi lunghi, e i tempi lunghi non vanno d’accordo con lo spazio di vita di un cane. 
Abbiamo vissuto momenti belli, momenti brutti, momenti noiosi, momenti intensi. Ti ho accompagnato in ogni istante, fino all’ultimo respiro.
Sono quattro anni che te ne sei andato. Non avevo più ripreso in mano le tue foto in maniera metodica. Ma ora nella mia vita si sta chiudendo un capitolo e se ne sta aprendo uno nuovo.
Me ne vado da questa casa, che è stata la mia e la tua prigione. 
Per cui ora che lascio questi luoghi, ho sentito il bisogno di riprendere in mano i ricordi e farti tributo della mia riconoscenza. Non avrò più davanti ai miei occhi continuamente i luoghi che abbiamo condiviso e che spesso ho odiato. Ti porterò con me in un altro modo.
Sono immensamente grata di aver potuto vivere per più di quindici anni accanto a te. Spero che tu possa sentire il mio amore e la mia riconoscenza, ovunque tu sia. Prima o poi ci incontreremo di nuovo, in chissà quale forma, perché l’amore vero è indistruttibile.

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ACCOMPAGNARE I NOSTRI ANIMALI NELLA VECCHIAIA AFFR ACCOMPAGNARE I NOSTRI ANIMALI NELLA VECCHIAIA
AFFRONTARE GLI ALTI E I BASSI

Ieri Joy non ha mangiato tutto il giorno, ha solo leccato un po’ di brodo di pesce. Stamattina però, anche se con tono dimesso rispetto al solito, è venuta a prendermi in camera da letto e mi ha condotto in cucina, dove ha gradito un po’ di cibo.
Verso la fine della vita questo tipo di oscillazioni dell’appetito sono frequenti. Fino all’altro ieri sembrava uscita brillantemente dall’ultima crisi e alla mattina si lamentava a squarciagola per avere la sua pappa. Poi all’improvviso una nuova regressione.
Joy ha insufficienza renale e diversi altri problemi. Tutto il suo sistema è ormai in squilibrio. L’insufficienza renale causa accumulo di tossine nel corpo e digiunare le permette di interrompere l’accumulo di tossine per un po’. Per questo dopo i digiuni si riprende almeno in parte.
In questa fase nessuno può prevedere come si evolveranno le cose. Potrebbe a breve lasciarsi andare e morire nel giro di pochi giorni, oppure potrebbe riprendersi e vivere ancora per chissà quanto. È una fase difficile per chi vorrebbe poter avere tutto sotto controllo. Occorre lasciare andare, calmare la mente e lasciarsi guidare dall’animale.

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L'ATTESA Joy in questi giorni ha compiuto 18 anni L'ATTESA

Joy in questi giorni ha compiuto 18 anni. Un paio di vite se l'è sicuramente già giocate in passato e ora non è messa molto bene.
Da ieri pomeriggio ha smesso di mangiare, ma lo ha fatto diverse volte negli ultimi tempi e poi si è ripresa, quindi questo sintomo di per sé non indica molto. Certamente ha un'aria abbattuta, ma ancora rimane fra noi e si gode  il mezzo sole. 
Il mio desiderio sarebbe che vivesse abbastanza a lungo da potersi godere il giardino della nuova casa. Ma la Vita potrebbe decidere diversamente, e a me non rimane altro che esserci per lei e rimanere in attesa, elaborando i miei sensi di colpa per averle fatto trascorrere gran parte della sua vita in appartamento.

Per tutti coloro che volessero approfondire il tema dello smettere di mangiare verso la fine della vita, e il riflesso automatico all'eutanasia che spesso scatta in questa situazione, ho pubblicato nei giorni scorsi un nuovo articolo a riguardo sul mio sito e fra poco pubblicherò anche un video sul mio canale YouTube.
https://elenagrassi.it/accompagnamento-nella-vecchiaia-e-nel-fine-vita/

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THE TIMES THEY ARE A-CHANGIN’ Lasciare andare que THE TIMES THEY ARE A-CHANGIN’

Lasciare andare questi luoghi non è facile. Ci sono nata e cresciuta; in questo stesso appartamento, con questi stessi panorami. 
A un certo punto me ne ero andata, ma poi di nuovo questi luoghi mi hanno risucchiato indietro. Sono passati circa 15 anni da quando sono tornata a vivere qui, ed è stata una dannata fatica ritrovare il contatto con me stessa e la forza di venirne fuori. I passaggi sono stati tanti, lenti e difficili, ma ora sta per succedere. Me ne vado. Negli ultimi anni mi sono data molto da fare per rendere gli spazi interni della casa sempre più consoni al mio modo di essere, fino al limite del possibile. Limite ormai raggiunto; è ora di cambiare.

La nuova casa è già decisa, avrò le chiavi a fine luglio. Rimane da trovare a chi lasciare in eredità questi vecchi luoghi. Sembrerebbe una semplice compravendita immobiliare, ma non è così. Mi sono resa conto che per me non è indifferente a chi lascio questi luoghi, che ho tanto odiato e tanto amato al tempo stesso e sono parte di me, nell’ombra e nella luce. Anche per la casa stessa sarà un salto evolutivo, dato che è sempre stata proprietà della mia famiglia da quando è stata costruita fino a oggi. Oggi della mia famiglia rimango solo io, quella con la corazza più dura e lo spirito più indomito. Ed è ora che esca dalla crisalide e spicchi il volo.

Mi attende un futuro ignoto ma pieno di possibilità. Spero tanto che i miei due vecchietti, nonostante tutti i loro acciacchi, non scelgano di lasciarmi sola proprio ora, ma che vogliano accompagnarmi nei miei primi passi di questa avventura. Joy, la micia, potrebbe finalmente di nuovo godere di un giardino, come era nei primi tempi, quando l’ho adottata, tanti anni fa. E Ron potrebbe fare l’esperienza di un cambiamento importante vissuto insieme, amato e accompagnato, invece che abbandonato. Ma a volte sento che le loro vite sono un po’ appese a un filo e risentono a loro volta dei cambiamenti in corso. La scelta in ogni caso non è mia bensì è loro, e della saggezza della Vita stessa. 
Prego che tutto possa avvenire per il massimo bene di ogni essere coinvolto. E Lupo Selvaggio vigila.

#nuovavita
#cambiamento
#EsCAC
RON, LA SUA NUOVA VET E LA SEDUTA DI AGOPUNTURA P RON, LA SUA NUOVA VET E LA SEDUTA DI AGOPUNTURA

Prima di incontrare lei le sedute erano sempre una lotta. Ron era così stressato che non stava fermo. Ora invece si sdraia e si lascia fare.
È importante trovare un veterinario che si prenda il tempo di creare una buona relazione con il cane. Rende tutto più piacevole e massimizza l’effetto della terapia.
L’agopuntura può essere un grande aiuto per i cani anziani con artrosi.
Unita ad altri rimedi e terapie permette di evitare di ricorrere a farmaci di sintesi con gravi effetti collaterali.

#caneanziano
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#nuoveimpronte
#ElenaGrassi
Nonostante abbia a disposizione una fontanella e u Nonostante abbia a disposizione una fontanella e una ciotola, Joy chiede spesso di bere acqua corrente dal lavandino (avendo insufficienza renale ha bisogno di bere molto ed evidentemente l'acqua fresca la soddisfa di più). Se non mi accorgo che è lì, lei rimane ad aspettare nel lavandino finché si addormenta ❤️
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Educatrice cinofila FICSS-ASI (tesserino tecnico n. 6953).*

Esperta cinofila in area comportamentale EsCAC (FICSS PRO)*

Counselor professionista iscritta ad Assocounseling (n. A2367).*

*Professioni non organizzate in ordini e collegi ai sensi della L. 4/2013.

Sito di Elena Grassi. Ho sede a Rho (MI).
Lavoro in presenza nelle province di MI nord-ovest, NO, VA sud, CO sud, MB. Faccio consulenze a distanza online.

info@elenagrassi.it

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