Le rocce che continuamente si staccano dalle sue pareti dei monti sono come dei figli che il monte dissemina nel mondo, donando loro generosamente una vita propria e indipendente. Un mondo tutt’altro che privo di vita, affascinante, che può parlare alla nostra anima.

Scendere verso il basso ed entrare in un bosco sono simbolici dell’entrare dentro noi stessi, nell’inconscio, ad esplorare luoghi nascosti, che possono celare scenari difficili ma anche angoli preziosi e spettacolari.

A partire da un’esperienza personale faccio alcune riflessioni su quanto gli allevamenti, anche quelli apparentemente più rispettosi, si basino sempre su sfruttamento e maltrattamento.

In questa video-storia delle capre affrontano una disputa territoriale. E voi come ve la cavate nel difendere i vostri spazi?

Ci sono cose che non immaginiamo di poter, voler o saper fare. Ma se, ascoltando la voce interiore, sentiamo di dover andare in una certa direzione, verso una certa meta, allora la cosa migliore da fare è semplicemente cominciare a farlo.

Il modo in cui gli animali lasciano questa vita non è mai casuale. Nell’andarsene Argo ha lasciato un ultimo dono d’amore

Il vento può essere fastidioso e lasciarci in uno stato di semi stordimento. Ma se rallentiamo i nostri ritmi e ci poniamo in ascolto, possiamo contattare un livello più profondo dove il vento diventa benefico. Una folata che pulisce e ravviva.

L’anima manda sempre i suoi richiami, sta a noi coglierli e, nel viverli, captare il messaggio preciso che essi contengono per noi in quell’esatto momento.